Go nel cinema 1960-1979
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Go on cinema
Written by Lorenzo e Marco Fava   
Monday, 08 February 2010 22:23
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Questo articolo è frutto di mesi di lavoro, ricerca e attente verifiche di tutte le segnalazioni presenti nei vari siti e blog trovati in rete. Siamo lieti di presentarvi la prima serie al mondo di articoli correllati da immagini che comprovino la presenza effettiva del gioco nel film.



Sanjuro

E’ un film di Akira Kurosawa del 1962.

La storia inizia con nove giovani samurai preoccupati della corruzione dilagante nel comando del loro clan. Trovando fondati sospetti su due “anziani” non si accorgono di chi li manovra. I nove riunitisi in un tempio per discutere il problema vengono sorpresi da un ronin (Mifune) apparso da un’altra stanza che li rimprovera per la loro ingenuità, e decide di aiutarli. Mentre cercano di smascherare gli anziani e i loro complici, alcuni dei giovani samurai nutrono dubbi su Mifune, per le sue cattive maniere, linguaggio e una insolita inclinazione verso l’uso della violenza. La chiave della missione è Mutsuta, un’ufficiale onesto, e la sua famiglia. I nove giovani samurai passeranno da un atteggiamento ingenuo che giudica dalle apparenze, facilmente manovrabile da un superiore più esperto, a imparare la virtù dell’autocontrollo. Famosa la scena finale del duello contro Hanbei, uno scagnozzo di uno degli anziani.

 

 


Chushingura

E’ un film di Hiroshi Inagaki del 1962, titolo occidentale The 47 ronin, The loyal 47 retainers o the 47 faithful samurai, in italiano La vendetta dei 47 ronin. La storia è tratta dall’omonima rappresentazione teatrale inscenata per la prima volta nel 1748.

Durante la visita annuale della corte imperiale di Kyoto nel palazzo dello shogun di Edo per celebrare le festività di fine anno, il daimyō Asano Naganori, dopo le offese pronunciate dal maestro cerimoniere Kira Yoshinaka nei confronti del suo operato, sguaina la spada e lo colpisce alle spalle senza riuscire ad ucciderlo. Considerato l’atto un vero e proprio affronto nei confronti dello shogun di cui era in rappresentanza e dello stesso imperatore, viene ordinato ad Asano di fare seppuku. Due anni dopo 47 dei suoi vassalli mostrano assoluta fedeltà vendicando la sua morte decapitando Kira, durante l’attacco alla villa uno dei vassalli di Kira preso dal panico, per difendersi fa un uso improprio di un goban, effettiva un’arma letale se ti arriva in testa. Successivamente nel tempio Sengakuji i 47si toglieranno la vita tramite la cerimonia del seppuku.

 

 



Tokyo Rififi

E’ un film di Jacques Deray del 1962.

Van Hekken è un ladro di fama internazionale, che arriva a Tokyo con l’intenzione di dirigere il furto di un diamante, di dimensioni così fuori dal normale, da meritare l’appellativo di “Titan”. Ma non è il solo, anche un’altra banda ha messo gli occhi sulla preziosa pietra. Sarà comunque Van Hekken a entrarne in possesso, rimanendo però chiuso all’interno del caveau che custodisce la tanto agoniata gemma. Il film si conclude con Ishi Kan, capo dell’altra banda, che segue uno degli uomini di Van Hekken convinto che sia in possesso del diamante, mentre in realtà il tesoro è ancora nel caveau insieme al protagonista in attesa che arrivi la polizia ad arrestarlo.

 

 


 



Sanma no aji

E’ un film di Yasujiro Ozu del 1962, titolo italiano Il gusto del sakè.

Shu-hei Hirayama, vedovo, vive insieme alla figlia Michiko, ancora nubile, e al figlio più giovane Kazuo. Koichi, il primogenito, è sposato con Akiko, con cui divide un piccolo appartamento. Hirayama si convince di essere l’ostacolo che impedisce alla giovane figlia di sposarsi e inizia a cercarle un marito. La ragazza è innamorata di Miura, che però dopo averla corteggiata invano per diverso tempo si è promesso a un’altra. A Michiko non rimane che accettare la proposta di matrimonio combinata da un amico del padre. Durante il matrimonio, Hirayama si abbandona al sakè consapevole del suo destino da quel momento in poi solitario.

 


 

 



Zatoichi Seki-sho Yaburi e Zatoichi Abare-Himatsuri

Il primo film è di Kimiyoshi Yasuda del 1964, il secondo è di Kenji Misumi e Nakadai Tatsuya del 1970.

Titoli in italiano Le avventure di Zatoichi e Zatoichi e il festival del fuoco.

Zatōichi è un personaggio letterario creato dallo scrittore giapponese Kan Shimozawa. Il nome del protagonista è in realtà solo Ichi, che è un nome comune usato dalle persone non vedenti, Zato è un titolo usato per riconoscere il più basso dei quattro gradi ufficiali del Todoza, la gilda degli uomini ciechi. Nel giapponese moderno Zato viene spesso usato per indicare una persona cieca. Ichi a volte viene chiamato Zato-no-ichi che potrebbe significare cieco di basso grado. Tuttavia si può creare un gioco di pronunce il Za o “Sa” servono a combinare la parola maestro, To per spada e Ichi significa anche uno, quindi potrebbe essere combinato in “Primo maestro di spada” oppure “Maestro dell’unico stile di spada”. Fare il massaggiatore era un’occupazione usuale dei ciechi, visto che sia il non vedente che il massaggiatore rientrano nel più basso livello della società, visto che per quanto bravo potesse diventare era senso comune abbinare la cecità alla stupidità, e il massaggio alla perversione. Le caratteristiche del personaggio, oltre ovviamente alla cecità, sono la passione per il gioco d'azzardo, un'incredibile bravura con la spada e la propensione ad aiutare gli indifesi. Di solito l'azione delle storie vede Ichi spostarsi da un paese all'altro, affrontando ogni volta nemici diversi e conoscendo varie realtà della vita di tutti i giorni.

 

 

 

 


 



Kwaidan

E’ un film di Masaki Kobayashi del 1964.

Il film è diviso in quattro storie di spettri: Kurokami (Capelli neri), un samurai di Kyoto ridottosi in povertà abbandona l’adorata moglie per cercare un lavoro più remunerativo e, alla corte di un nuovo signore, si risposa. Scoperta la natura egoista della donna, tornerà a casa, ma la prima moglie non è più quella che sembra. Yuki-onna (la donna delle nevi, o dell'inverno), durante una tempesta di neve, un giovane boscaiolo viene salvato da morte certa da uno spirito dalle fattezze di donna, ma in cambio non dovrà raccontare a nessuno l’evento. Sposatosi felicemente, un giorno l’uomo trova una curiosa rassomiglianza della moglie con quella donna, e infrange la promessa. Miminashi Houichi no hanashi (L'orecchio) un musicista cieco che vive in un monastero è costretto a cantare, per la corte imperiale fantasma di una dinastia estinta, la ballata epica della loro ultima, grandiosa battaglia. I monaci lo vorrebbero salvare scrivendo sul suo corpo un mantra sacro, in modo che così diventi invisibile, ma si dimenticano di tatuargli le orecchie. Chawan no naka  (In una tazza di tè) uno scrittore non sa come completare la storia già precedentemente interrotta, ambientata nel 1900, di un uomo che vede una faccia misteriosa riflessa nella sua tazza da tè.

 

 

 


Ying Chun Ge Zhi Fengbo

E’ un film di King Hu del 1973, titolo occidentale The fate of Lee Khan.

Un principe della Mongolia e sua sorella si recano in una locanda gestita da spie e ribelli. L’obbiettivo del principe è di venire in possesso di una mappa militare segreta. Venuti a conoscenza delle sue intenzioni, la locandiera e le sue tre cameriere sono intenzionate a rubare al principe il documento e scatenano un combattimento con spade tutti contro tutti. All’interno della locanda possiamo assistere a una partita giocata tra due guardie del principe. Le quattro donne in realtà sono assassini professionisti con capacità fuori dal comune; saltano da un piano all’altro del locale e dimostrano un’agilità fuori dall’ordinario.

 

 


 


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Last Updated on Tuesday, 09 February 2010 15:54